L'universo immaginario dei Kraftwerk alla Tate Modern di Londra

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L'universo immaginario dei Kraftwerk alla Tate Modern di Londra
di Lorenza Lorenzon

Questi i presupposti. Senza di loro è impossibile scrivere la storia della musica popolare degli anni Ottanta e Novanta. Senza la loro influenza, la new wave e David Bowie avrebbero avuto una diversa evoluzione. Così come i Devo, icone feroci di una società sintetica e seriale, simboli assurdi di un uomo tecnoide-robotizzato, avrebbero faticato nel forgiare la miscela galvanizzante di Q: Are We Not Men? A: We Are Devo!. E con loro di conseguenza, i Depeche Mode o David Byrne sarebbero semplicemente inconcepibili. Sparirebbero poi, di riflesso, Chemical Brothers e Daft Punk. Inimmaginabili anche gli Orchestral Manoeuvres in the Dark, il cui sound retrofuturista è fortemente debitore all'album "Radio Activity". Dei Kraftwerk, ovviamente.

 

Il gruppo dei quattro musicisti di Düsseldorf, autentici fondatori di una rinnovata sensibilità estetica e che, con apparati elettronici, ha rivoluzionato la musica pop, ha annunciato che suonerà alla Turbine Hall della Tate Modern di Londra. La galleria-museo più importante della Gran Bretagna - per quanto concerne l'arte contemporanea - è pronta ad accogliere la collezione Kraftwerk The catalogue 1 2 3 4 5 6 7 8 - con otto concerti che si terranno tra il 6 e il 14 febbraio 2013. Il direttore del Tate Modern, Chris Dercon, ha dichiarato che la Turbine Hall è la location ideale per le esplorazioni tecnologiche della band: la galleria era, difatti, una centrale elettrica prima del riutilizzo come spazio d'arte. Così nella sala dall'altissimo soffitto, all'interno della ex Bankside Power Station, Ralf Hütter ed il resto della band presenterà dal vivo e in ordine cronologico tutti gli album finora pubblicati, da Autobahn (1974) a Tour de France (2003). Così come era stato anche nello scorso aprile al MOMA, Museum of Modern Art di New York, dove il gruppo si era esibito in un'esplorazione cronologica ed artistica delle innovazioni portate dal loro lavoro, riproponendo i pezzi dei loro albun storici, ma anche la grafica e lo spettacolo, che da sempre accompagna i loro concerti.






Furono loro, difatti, tra i primi, sul palco, a lasciar parlare le immagini, usando spesso manichini al posto dei musicisti, o trasformandosi in cyborg che si muovono a scatti, o sembrano quasi immobili. Occultati in una privacy impenetrabile, nell'esibirsi realizzavano autentiche performance brechtiane: la postura rigida, robottica, la parola ridotta a una scabra essenzialità, le tonalità di sintesi che esercitavano un fascino ipnotico. Un superamento totale di ogni stile ideologico. A partire dalle inquietanti divise del gruppo, che richiamavano l'omologazione in stile nazista - bianco nero e rosso erano le componenti cromatiche, come quelle dello stendardo hitleriano - denunciando e al tempo stesso praticando l'alienazione di massa come verità sociale unica, il che stabiliva una continuità tra regime fascista e contesto capitalista.





 


Biglietti in vendita da oggi, Mercoledì 12 Dicembre 2012.  
Limite di 4 biglietti acquistabili per persona. 

Mercoledì 6 Febbraio 2013: Autobahn (1974)
Giovedì 7 Febbraio 2013: Radio-Activity (1975)
Venerdì 8 Febbraio 2013: Trans Europe Express (1977)
Sabato 9 Febbraio 2013: The Man-Machine (1978)
Lunedì 11 Febbraio 2013: Computer World (1981)
Martedì 12 Febbraio 2013: Techno Pop (1986) 
Mercoledì 13 Febbraio 2013: The Mix (1991)
Giovedì 14 Febbraio 2013: Tour de France (2003)

http://www.tate.org.uk/

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