Femme/Objet: il femminismo punk di Linder Sterling

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Femme/Objet: il femminismo punk di Linder Sterling
di Lorenza Lorenzon

Premessa: impossibile proseguire nella lettura senza aver reso omaggio ai primi due album dei Velvet Underground, ai primi due degli Stooges di Iggy Pop, ai travestimenti e al maquillage dei New York Dolls e al loro manager, Malcom McLaren, che con la stilista Vivienne Westwood, sua moglie, aprì al 430 di Kings Road, Sex, il negozio d'abbigliamento alternativo e sadomaso che ispirò l'intero movimento punk - capitolo preliminare e luogo dal quale, oltretutto, nacquero i Sex Pistols. Doveroso celebrare poi i Joy Division, gli Heartbreakers, i Ramones, i Clash, i Damned, i Misfits, i Magazine e i Buzzcocks. E fu proprio per la band punk rock di Howard Devoto che Linder Sterling, femminista radicale e ben nota figura del punk di Manchester, realizzò una delle sue prime opere d'arte. E' il 1977 e sulla copertina del singolo Orgasm Addicted dei Buzzcocks, compare una donna nuda con un ferro da stiro - preso da un catalogo della Argos - per testa e due bocche sorridenti per capezzoli. Un'immagine fortemente critica che si scaglia contro lo stereotipo di donna divenuta oggetto di fascinazione erotico-sessuale, un ironico ma soprattutto pungente ritratto del femminile nella società occidentale post-moderna.



Partendo dalla stessa riflessione, ed interrogandosi sul ruolo della donna dopo decenni di lotte femministe, il Musée d'Art Moderne de la Ville di Parigi presenta Femme / Objet, la prima retrospettiva su Linder Mulvey, in arte Linda Sterling. In mostra, fino al 21 aprile 2013, quasi 200 opere, una vasta selezione di fotografie, fotomontaggi, light box e opere su carta, ma anche costumi, video, e la ritrasmissione di una sua celebre performance del 1981, in occasione della quale la stessa artista sfila indossando un abito consistente esclusivamente di carne cruda.
Fondatrice nel 1978 del gruppo post-punk Ludus, e vicina dal 1976 a Morrissey - uno dei regolari frequentatori della sua casa a Whalley Range - per il quale realizza le copertine di alcuni suoi dischi come Your Arsenal, Linder ha profondamente influenzato l'arte, la moda, la musica e la danza contemporanea.

 
I suoi provocatori e trasgressivi self-assembly, dalla forte valenza politica e sociale, costruiti ritagliando immagini da riviste di casa, auto, cucina, decorazioni, fotoromanzi, di porno e di fai-da-te, s'ispirano ai dissacranti e caustici collage dadaisti - come quelli di Hannah Höch - e alle opere dell'artista americana Martha Rosler








Così come i suoi auto montaggi, tutta la sua ricerca artistica è senza compromessi, incentrata sull'amore e la sessualità, sul desiderio femminile, sull'alienazione culturale. Dalla sua "gioielleria mestruale", ossia, collane e orecchini fatti con pezzi di appendini e garza assorbente macchiata di rosso - per farla sembrare un vero tampone - alle esibizioni con i Ludus, nelle quali l'artista inglese si esibisce in poco ortodosse tecniche vocali che di tanto in tanto includono urlare, piangere, ridere istericamente.




 




Accompagna la mostra, una pubblicazione in collaborazione con Linder. La fanzine celebra gli esordi della carriera dell'artista, passando per gli anni ottanta quando i suoi lavori vennero pubblicati da un'altra fanzine, The Secret Public - da lei fondata nel 1978 con il critico musicale Jon Savage - fino ad oggi, con la presenza delle sue opere nelle collezioni della Tate Britain e della Tate Modern di Londra, a testimonianza del suo illuminante talento artistico.






LINDER. Femme/Objet"

Musée d'Art moderne de la Ville de Paris,
dal
1 febbraio al 21 aprile 2013.

www.mam.paris.fr

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