Fresh Guacamole: l'ultima short-story di PES.

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Fresh Guacamole: l'ultima short-story di PES.
di Lorenza Lorenzon

Per gustare un'autentica guacamole: tagliate a metà un avocado ben maturo - meglio se dalle sembianze di una granata - e privatelo del nocciolo numero 7. Riducete a dadini (nel vero senso della parola) la polpa di un pomodoro, magari chiesto in prestito alla sarta di fiducia, e una fresca cipolla raccolta in un campo da baseball, lavate il lime - o meglio ancora fatelo lavare al vostro caddie - asciugatelo, grattugiate la scorza e spremetene il succo; aggiungete peperoncino verde piccante – ne trovate ancora nel vostro scatolone degli addobbi natalizi- , sale e abbondante pepe macinati al momento, proprio poco prima di mettere sotto scacco il re.

Si consiglia di servire la salsa accompagnata da tortilla chips o, a piacere, croccanti fiches da poker.

Il segreto di una buona guacamole per Adam Pesapane, aka Pes - videomaker e artista americano di madre italiana - è sicuramente l'utilizzo degli ingredienti che l'artista ha sottomano. Per questo in Fresh Guacamole, l'ultimo geniale cortometraggio in stop motion – che, oltretutto, si è aggiudicato una nomination agli Oscar 2013 come miglior cortometraggio d'animazione - i tradizionali ingredienti vengono incredibilmente rimpiazzati da creativi sostituti, come bombe a mano per avocadi e palle da baseball come cipolle.

"Quando vado in un supermercato e guardo gli avocado, penso sia un mucchio di granate. Se ne afferri uno e lo lanci puoi far saltare in aria il supermercato; è solo un piccolo pensiero divertente, dal quale è nata l'idea di questo short-film", afferma Pes invitando i giovani registi a "passare più tempo con le proprie idee".







Già nel 2008, in Western Spaghetti, l’artista americano ci aveva invitati ad un’insolita spaghettata di bastoncini colorati condita con post-it, dollari americani e con una grattuggiata finale di gomitolo di lana. Il corto è valso a Pes l’ Honorable Mention al Sundance Film Festival e l’Audience Award all’Annecy International Animation Festival nel 2009.


Anche se della durata di poco più di un minuto, i corti richiedono intenso lavoro. Per realizzare, infatti, nel 2002, Roof Sex, il suo primo corto d’animazione con protagoniste due poltrone che fanno sesso su un tetto di New York, Pes ha impiegato oltre venti giorni di riprese. “Il mondo si divide in due categorie di diversa ampiezza... quelli che non hanno mai sentito parlare di Jan Švankmajer e quelli che hanno visto i suoi lavori e sanno di essersi trovati faccia a faccia con un genio” – afferma Anthony Lane del The New Yorker. Pes sembra schierarsi tra i secondi assieme ai registi Tim Burton e Terry Gilliam, ispirandosi al regista e sceneggiatore, tra i principali esponenti del surrealismo ceco, maestro nell'arte dello stop motion, che nei suoi film ci trasporta in mondi magici in cui tutto si anima.

D’accordo con Michel Gondry: “cliccare su un film di Pes è come aprire una cassaforte e trovarsi improvvisamente di fronte all’esplosione di un milione di idee scintillanti ed esplosive. L’unica ragione per chiudere la porta è riaprirla poco dopo per scoprire cosa accadrà questa volta”.




http://www.eatpes.com/

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