TRE. Le mostre da vedere a marzo.

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TRE. Le mostre da vedere a marzo.
di Redazione

Per il valore didattico: al Met Metropolitan Museum di New York la mostra Matisse: in search of true painting”, a oggi vicina alla chiusura, sta suscitando pareri entusiasti. Jerry Saltz, il noto critico del NY Magazine, la definisce un art-history-class slideshow timeline, una vera e propria lezione sull’artista e sul suo processo creativo, documentato dalle foto scattate durante l’esecuzione delle opere per constatare lo stato di avanzamento del lavoro. Scopriamo così che dietro le vibranti pennellate e la forza espressiva del colore (descrizione che qualunque manuale di storia dell’arte dà della pittura fauves, in francese "belve", etichetta data al gruppo di artisti francesi dei primi del novecento), elementi che richiamano valori quali l’immediatezza e la spontaneità, si cela una ricerca strategica e meticolosa verso la “vera pittura”. Fino al 17 marzo.

Perché fornisce una panoramica completa dell'opera di Běla Kolářová (Terezín 1923 – Praga 2010): il lavoro dell’artista ceca ha guadagnato l'attenzione internazionale soltanto negli ultimi anni. A Londra, negli spazi di Raven Row, la si celebra con la prima retrospettiva postuma, la più completa mai organizzata fuori dalla Repubblica Ceca. La mostra ripercorre l’intera carriera dell’artista: dai negativi artificiali (artificial negatives), ottenuti disponendo su strati di paraffina alcuni materiali naturali che vengono impressi, attraverso l’uso della luce, nella pellicola fotografica, alle sue opere più esplicitamente femministe, come i disegni realizzati con il make-up, assemblaggi con ciuffi di capelli e collage molto personali risalenti agli anni 1970 e 1980. Sullo sfondo della sua produzione c'è la Guerra Fredda e la persecuzione del regime sovietico che la condussero all’esilio con il marito Jiří Kolář, anch’egli artista e poeta, all’ombra del quale si espresse artisticamente. Fino al 7 aprile.

Perché ogni visitatore acquisterà con il biglietto d’ingresso un libro d’artista: parliamo di Wolfgang Tillmans, fotografo di origine tedesca (Remscheid, 1968) ma londinese di adozione. Iperproduttivo – soltanto l’anno scorso ha realizzato sei grandi mostre e le pubblicazioni Wolfgang Tillmans: Zachęta Ermutigung; Wolfgang Tillmans: FESPA Digital/ FRUIT LOGISTICA; Wolfgang Tillmans: Neue Welt. Al suo attivo anche un Turner Prize. L’artista torna alle  origini della sua Düsseldorf, Germania occidentale, con una mostra personale alla Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen. Fino al 7 luglio. 

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