Fiona Tan, Inventory. Al MAXXI

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Fiona Tan, Inventory. Al MAXXI
di Redazione

Quando si parla di Fiona Tan, la frase, cui sempre si ricorre all’inizio o alla metà testo di presentazione, è: “Nata in Indonesia da padre cinese e madre australiana, emigrata dal 1988 in Olanda dove vive e lavora”. Non mi sottraggo alla regola perché utile per comprendere la sua ricerca e la sua “confusione” culturale-geografica: non a caso, nel 2009, alla 53a Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia, Fiona Tan rappresentava il Padiglione Olandese intitolandolo Disorient, lo stesso titolo della video-installazione che ritroviamo in mostra a Roma. In Inventory, il suo ultimo lavoro-video, Fiona Tan inventaria le sculture classiche e i frammenti collezionati da Sir John Soane, architetto del neoclassicismo inglese che trasformò la sua casa in un museo allestendola con antiche rovine greche e romane. Torna l’idea di una museografia domestica: nel già citato Disorient, ispirato ai diari di Marco Polo, Fiona Tan immaginava il museo privato dell’esploratore veneziano.  

Oltre a Inventory e Disorient un altro suo lavoro-video esposto è “Correction” (piano terra): 330 ritratti di prigionieri e guardie carcerarie (provenienti da quattro carceri americane, fra la California e l’Illinois) che si alternano in sei proiezioni; il punto di vista dell'osservatore, al centro rispetto agli schermi, richiama l’idea del Panopticon - un nuovo modello di carcere ideale a pianta centrale con un unico punto di guardia nel mezzo – progettato da Jeremy Bentham nel 1791. Fanno pendant, nel foyer del secondo livello e nella Galleria 5, alcune riproduzioni di incisioni scelte da Le Carceri d’Invenzione di Piranesi realizzate nel 1749-50 ma rilavorate più volte nel corso degli anni fino al raggiungimento del risultato finale, un modo di procedere molto simile al lavoro di un autore letterario che ritorna continuamente sul proprio testo, rimaneggiandolo e sovrascrivendo più volte e che può essere avvicinato a quello di Fiona Tan nella lavorazione di Inventory. Le Carceri d’Invenzione sono il collante concettuale di tutta la mostra: dagli spazi fluidi delle carceri di Piranesi a quelli dell'edificio-museo del Maxxi di Zaha Hadid, al museo-abitazione di Sir John Soane.


 


FIONA TAN INVENTORY a cura di Monia Trombetta
Fino all'8 settembre 2013
MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo
via Guido Reni 4° Roma


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