Parlano di noi: Stereotip Mag

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Parlano di noi: Stereotip Mag
di redazione

B(come) B&H blu, lo stereotipo al quale non sa rinunciare per addolcire abbondante caffè amaro in tazza grande.

B(come) Brera, dove frequenta Comunicazione e Didattica dell’arte.

B(come) Baldessari. E Boris.

B(come) Beatrice Zanatta.

Autrice della sezione Arte di Stereotip Mag, Beatrice Zanatta ci dedica questa corsa in autobus.




Una corsa in autobus con: Bcomeblog

È sulla bocca di tutti. Ne hanno parlato L'unità, Flash Art, Artribune e RAI ARTE, così, noi di Stereotip mag non potevamo certo farcelo sfuggire. BCOMEBLOG è molto più di un blog: è una piattaforma online che dà spazio a tutte le sfaccettature dell'arte contemporanea. Nulla è escluso: la didattica dell'arte, l'editoria di settore, news, eventi, perfino opere realizzate ad hoc dagli artisti per un pubblico che mette le mani in pasta, contribuendo alla creazione dei lavori. Ciò che si propone questo sito ce lo rivela il suo stesso nome: become, diventare. Uno spunto originale, un suggerimento creativo che ci aiuta a diventare ciò che veramente vogliamo. Per ora, ci accontentiamo di "diventare informati" su un blog così sopra le righe, scambiando quattro chiacchiere con una delle curatrici del progetto, Lorenza Lorenzon, che, insieme a Marianna Frattarelli, Giorgio Specioso e Francesca Sandrini, ha dato forma a questa eclettica iniziativa.


Come, quando e perché avete deciso di diventare Bcomeblog?

B(come) Bisogno di mettere insieme professionalità diverse, maturate nell'ambito dell'arte contemporanea, partendo dalla curatela, passando per l'editoria di settore, la letteratura e, chiaramente, la didattica dell'arte. Bcome nasce nel 2011, ma è nel maggio 2012, in occasione della quinta edizione di Roma Contemporary, che abbiamo deciso di presentare questo progetto curatoriale dalla vocazione didattica. L'intento, quello di creare una piattaforma online con la quale si commissionano, si realizzano e si condividono prodotti per la divulgazione di contenuti, o di ricerca artistica/ci.

Nel racconto "Ancora un giorno", lo scrittore Fabio Viola, riferendosi al lavoro del direttore della galleria DigMeOut di Osaka, afferma: "Mi complimento per l'iniziativa e arrivo a definirla democratica e ammirevole, ma lui sembra darla per scontata: è normale che sia così, visto che nel loro interesse c'è la promozione dell'arte. E in questo non scherzano". Questa descrizione rispecchia anche il vostro progetto, potreste definirlo democratico? In altre parole, a che tipo di pubblico vi rivolgete?

B(come) Benvenuta democrazia. La nostra linea editoriale è improntata sull'eclettismo: per questo, oltre l'arte contemporanea contemplata in tutte le sue declinazioni, trovano spazio anche la letteratura e, a breve, con l'inaugurazione di una nuova linea, il design. Puntiamo a raggiungere un pubblico trasversale, fatto di appassionati di arte, ma anche di non addetti ai lavori. Da qui la scelta di selezionare contenuti originali e inediti, dai racconti ai workshop d'artista, e di renderli accessibili ed aperti alla consultazione di un pubblico diversificato, per coinvolgere e far avvicinare all'arte nuovi potenziali appassionati.

Non a caso le vostre BcomeBoxes sembrano imparentate con le Fluxus boxes o i Fluxus kit, creazioni di un movimento che proponeva un'arte democratica fatta da tutti per tutti. Dunque, che valore ha per voi l'interazione con il fruitore?

Bcome graficamente, ma si pronuncia become, dall'inglese diventare (artisti). Il tentativo è quello di suggerire un approccio all'arte contemporanea che sia operativo e che ponga il fruitore dal punto di vista dell'artista. Così come con le Fluxus Boxes – al cui interno erano contenuti oggetti in grado di suggerire nuove poetiche relazionali – le persone prendevano parte al processo espressivo, con le BcomeBox noi incitiamo a "toccare e manipolare", per creare un'arte aperta (qui la democraticità), veicolo delle molteplici possibilità di espressione di prospettive ed esperienze. La collana, inaugurata con Girandolare di Andrea Aquilanti, trova il suo focus proprio nel processo di interazione tra artista e collezionista, entrambi autori dell'opera d'arte e risultato, quindi, di una pratica sensoriale ed espressione della differenza d'interazione. Con Senza titolo con nuvola, l'artista Matteo Fato invita, ad esempio, il collezionista a prendere parte al suo processo d'indagine sul segno, tramite una boccetta d'inchiostro di china e un pennino, strumenti da utilizzare per tracciare sui fogli di un taccuino da disegno l'immagine di una nuvola, seguendo la traccia della fotografia allegata. Matteo, a sottolineare il valore dell'interazione, allega al taccuino una lettera, nella quale, rivolgendosi al collezionista, invita a intraprendere sotto la sua guida un primo studio del disegno. Creare è prerogativa dell'Artista, Artista è chiunque realizzi ciò che auspica Diventare, Diventare è to Become. Per l'appunto.

Anche con l'iniziativa "making art project" lo spettatore viene coinvolto. Spesso siamo abituati ai laboratori, o ai più rari percorsi educativi all'interno dei musei, mentre voi date vita a un format didattico veicolandolo tramite internet. Avete mai pensato di sfruttare a pieno le possibilità delle rete, magari servendovi anche dell'arte digitale per i vostri workshop?

B(come) Ben venga la digital art. Invito, a tal riguardo, gli artisti interessati a consultare, nella sezione workshop, l'application attraverso la quale mettere in condivisione il proprio artwork. L'arte digitale è un linguaggio ancora in completa evoluzione e definizione. L'architetto statunitense Peter Eisenman afferma che "il virtuale è sempre una molteplicità che viene attualizzata da scelte creative e libere", fatte dal visitatore e dall'utente, aggiungiamo noi.

Tuttavia, non siete interessati solo al fare artistico, ma anche all'aspetto teorico: i racconti. Come considerate la relazione tra arte e scrittura?

B(come) Ben detto già da Giorgio S., curatore della rubrica Racconti: "Non saprei spiegare la relazione fra arte e scrittura, posso però dire che una relazione esiste. La rubrica Racconti indaga su questa relazione delegandone la definizione agli scrittori di volta in volta coinvolti. Vi sarà dunque un rapporto 'Uno a infinito': non una sola definizione della relazione tra arte e scrittura, ma tante definizioni quanti saranno gli interventi degli scrittori chiamati a esprimersi. Forzando la conclusione, si potrebbe forse sostenere che l'immaginario dello scrittore è la relazione."

Qual è lo stereotipo a cui Bcomeblog non sa proprio rinunciare?

B(come) BeArtist


http://www.stereotipmag.com/ 

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