L'arte povera attraverso due grandi artisti: Pistoletto e Penone

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L'arte povera attraverso due grandi artisti: Pistoletto e Penone
di Lorenza Lorenzon

L'estero celebra quella che Germano Celant nel 1967 definì Arte Povera, attraverso i percorsi di due dei più grandi artisti del movimento sorto in Italia nella seconda metà degli anni sessanta in aperta polemica con l'arte tradizionale.

 

Dal 27 aprile - fino all'11 agosto 2013 – il Kunstmuseum di Winterthur, dedica una personale all'artista piemontese Giuseppe Penone. La mostra, che segna il ritorno di Penone in Svizzera dal 1977 – ossia da quando il Museo di Lucerna realizzò la sua prima personale - ospita alcune fra le maggiori opere della sua carriera artistica, dai disegni concettuali della fine degli anni '60 alle lastre 'Riflesso del bronzo' del 2005.





In anticipo di qualche giorno sul Kunstmuseum - dal 25 aprile al 3 settembre - gli spazi del Louvre aprono ad una grande mostra dedicata a Michelangelo Pistoletto. Année 1, le Paradis sur Terre, a cura di Marie-Laure Bernadac, riconferma l'apertura del Louvre all'arte contemporanea, dopo il Re-birth Day, l'evento planetario del 21 dicembre 2012, quando Pistoletto celebrò nella Cour Napoléon - con installazioni e performance realizzate lo stesso giorno in tutto il mondo - il passaggio ad una nuova era, sotto l'emblema del nuovo simbolo dell'infinito creato dall'artista, il Terzo Paradiso.



E così Pistoletto spiega il significato dell'immenso simbolo del suo infinito - libero da copyright per volere dell'artista - con quel Terzo Paradiso in stoffa e tessuto esposto per la prima volta nel 2010 alla Galleria Continua di San Gimignano, e nel 2011 alla Serpentine Gallery di Londra e che, creato appositamente per il Louvre, ora spiccherà nella Cour Marly del Louvre. Dalle antichità greche e romane al dipartimento di pittura, passando per la Cour Marly, quindi, e le mura di Carlo VI, il Louvre è così attraversato dalle opere di Michelangelo Pistoletto in aperto dialogo con la storia dell'arte, dall'antichità ai giorni nostri, ed incarnando l'incontro di diverse civiltà. Dai suoi primi Quadri specchianti, che ci invitano ad una riflessione sulla funzione del quadro e ad una messa in dubbio della prospettiva, fino alle sue ultime opere come The Mirror of Judgement o Il tempo del Giudizio, l'artista ci fa confrontare, integrandoci nell'opera, con la nostra responsabilità all'interno dell'evoluzione del mondo. Presso gli spazi del Louvre Medieval, Les portes de Cittadellarte, un'installazione interattiva ideata e realizzata da Cittadellarte stessa, in collaborazione con Studio Azzurro di Milano, dialoga con l'opera Amate le differenze! (Love difference), a cura dell'ufficio Politica di Cittadellarte: queste frasi in differenti lingue, luminose ed appese sulle mura del vecchio Louvre medioevale, sono il riflesso delle preoccupazioni dell'artista riguardo le identità multiple emerse con la globalizzazione, in particolare nel Bacino del Mediterraneo.

 

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