Bcomebook: libri d'artista per bambini

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Bcomebook: libri d'artista per bambini
di Marianna Frattarelli

Yayoi Kusama, che reinterpreta Alice nel paese delle meraviglie (vedi qui), non è la sola artista con il pallino - è proprio il caso della Kusama - per l’illustrazione dei classici. In passato, altri grandi artisti si sono cimentati in questo esercizio.

David Hockney, ad esempio, si confronta con i capostipiti della letteratura per l’infanzia: i fratelli Grimm. Certo scordatevi le piscine blu, i trampolini e i riflessi a pelo dell’acqua che poco legherebbero con il folklore tedesco: l’artista rivisita sei loro fiabe utilizzando la ben più adatta tecnica dell’incisione. Le trentanove acqueforti che illustrano le storie sono state disegnate direttamente su lastre di rame e incise a Londra tra il maggio e il novembre del 1969. Gli anni ’60, in generale, sono stati un decennio in cui l’incisione ha caratterizzato fortemente la produzione di Hockney.

Delle storie contenute nel libro Six Fairy Tales from the Brothers Grimm with Original Etchings by David Hockney soltanto una mi suona familiare, Raperonzolo, altre come Rumpelstilzchen, Old Rinkrank, Fundevogel and The Little Sea Hare, sono poco conosciute. Un motivo in più per sfogliarlo. Mentre per acquistarlo, si può provvedere qui.


Nel 1988 Keith Haring, di cui tutti riconosciamo le sue figurette in azione dai colori vibranti e la forza comunicativa decisamente pop, confezionò in regalo alla piccola Nina Clemente, figlia del famoso pittore italiano Francesco Clemente, che compiva allora sette anni, Il grande libro delle piccole cose: piccole cose regalate, raccontate, ascoltate, da chiudere in una grossa borsa blu o che vivono in fondo al mare. Ogni pagina è un cassetto, un'opera d'arte incompleta che aspetta il contributo del lettore per prendere vita, a soli 12 Euro.


Facciamo un passo indietro, anzi due. Un giovane Andy Warhol, per il quale presentazioni non servono, basta dire Pop Art, agli esordi della sua carriera aveva già dimostrato interesse per l’editoria per l’infanzia collaborando alla serie di volumi Best in Children's Books, edita dalla Nelson Doubleday. Di Warhol si conosce - oltre alle sue serigrafie e alla sua passione per le confezioni di sapone Brillo e la zuppa in scatola Campbell - anche la passione per i gatti. Si dice che ne possedesse 26, tutti  siamesi e di nome Sam. Per distinguerli lui e sua madre Julia, anche lei artista ma nel campo della scultura e della decorazione, avevano assegnato loro un nome in base al colore, Sam rosso, Sam Blu, ecc. Ben pochi, invece, conoscono l’esistenza di un suo libro, pubblicato nel 1954, interamente dedicato ai gatti intitolato Venticinque gatti di nome Sam e uno di nome Blue Pussy: bizzarre immagini di gatti, rappresentati con diverse peculiarità, ci fanno conoscere e apprezzare il mondo felino, dal soggetto capriccioso a quello regale, e tutti con personalità spiccata. Il libro, una volta stampato e pubblicato, fu condiviso come ricordo con gli amici.

Per chi desiderasse conoscere la storia e imparare a riconoscere i gatti Sam, consiglio il libro di James Warhola, nipote di Warhol e di nonna Julia, dal titolo Uncle Andy’s Cats. Ma di questo ne parleremo un’altra volta.

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