L'arte contemporanea raccontata a mio figlio #4: James Turrell, Aten Reign.

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L'arte contemporanea raccontata a mio figlio #4: James Turrell, Aten Reign.
di Marianna Frattarelli

James Turrell (Los Angeles, 1943) è un moderno Mago di Oz. Il suo regno però si chiama Aten Reign - come l'installazione allestita al Guggenheim Museum di NY fino al 25 settembre -  dove, al contrario di quanto avviene nella Città di Smeraldo, non serve indossare occhiali dalle lenti verdi: Turrell utilizza la luce, naturale e artificiale, per modificare la percezione dello spazio della celebre rotonda di Frank Lloyd Wright.


Entrando nel Guggenheim e guardando verso l’alto - verso la cupola di vetro al termine della spirale che sale dal piano terra alla cima dell'edificio - è possibile contemplare quello che sembra un quadro astratto formato da sei anelli ovoidali concentrici, che cambiano colore sperimentando una gamma cromatica che va dal bianco al viola passando per tutte le sfumature dell'arancio, rosso, blu, verde. Non è un caso che il museo sia stato originariamente denominato Museo della pittura non-oggettiva (Museum of Non-Objective Painting).

James Turrell, barba e capelli bianchi, non è nuovo a questo tipo di esperimenti: ancora in via di completamento è il suo progetto più ambizioso, quello relativo al Roden Crater, un vulcano estinto nel deserto dell'Arizona che l’artista sta trasformando in una sorta di osservatorio, oppure, come sostiene l'artista stesso, un monumento alla percezione, a cui lavora dal 1979. Un progetto faraonico come "Aten Reign", nome che evoca il dio sole egiziano.

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