Conditional Design Workbook

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Conditional Design Workbook
di Marianna Frattarelli

Se siamo abituati a pensare che il genio sposi la sregolatezza, Conditional Design parte invece da premesse opposte. Il termine Conditional Design descrive un approccio al disegno manuale che predilige il processo piuttosto che il risultato, e tale processo deve aver luogo entro uno spazio definito da regole intellegibili. Il manifesto - firmato dai graphic designer Luna Maurer, Jonathan Puckey, Roel Wouters, fondatori anche dello studio olandese Moniker, e l’artista Edo Paulus - lo dice chiaramente:La logica è il nostro strumento; evitiamo la casualità arbitraria. Per esistere, la differenza deve avere una ragione. Usiamo le regole come restrizioni. Le restrizioni rendono più chiara la prospettiva sul processo e stimolano le attività definite dai limiti. Parafrasando: più il campo di azione è limitato più il processo creativo è stimolato e la soggettività, che interpreta le regole, emerge. Per capire come funziona occorre però prendere carta e pennarelli e misurarsi con questa metodologia. In poche parole, fare pratica.

Prima dell’uscita di Conditional Design Workbook, a maggio di quest’anno, l’unica possibilità di sperimentazione sarebbe stata essere invitati a casa di Luna Maurer. Ogni martedì i quattro fondatori di Conditional Design si riuniscono intorno al tavolo della sua cucina, apparecchiato con un grande foglio bianco. Ciascuno dei fondatori, con un pennarello di diverso colore, siede al solito posto, un’abitudine che va avanti dal 2008. In un’intervista pubblicata sulla rivista Abitare (nr. 520 del 03, 2012), i fondatori del progetto dichiaravano di non amare avere ospiti, che, spiegava Roel,  potrebbero non comprendere appieno la sacra ritualità di certi incontri (come fissare la posizione del foglio e della luce, prendere sempre gli stessi posti). Certo, i Conditional Tuesday Design si possono seguire via web, così come è possibile partecipare a un workshop esterno, ma perché non organizzarne uno comodamente a casa? Grazie alla raccolta di workshop edita da Valiz dal titolo, come anticipato, Conditional Design Workbook, è ora possibile.


Dieci mini-workshop in cui ricorrono alcune premesse essenziali: essere quattro giocatori dotati di altrettanti pennarelli; i colori dei pennarelli sono rosso, verde, blu e nero – i colori che ricorrono nella pubblicazione. Il gioco si svolge in senso antiorario. Poche regole semplici da seguire e il risultato, mai scontato, è spesso visivamente attraente. Nel primo workshop, Perfect circle, lo scopo è quello di realizzare un cerchio perfetto dal sapore vagamente optical; nel secondo, Hatching, il risultato è una composizione di geometrie tridimensionali; nel settimo, Knots, ottieniamo un groviglio di linee colorate. Se quanto realizzato non ci piace possiamo sempre chiudere gli occhi, e, visto che ci siamo, procedere con il decimo workshop, il cui titolo, non a caso, è Blind Black.

Happy drawing.

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