Il dialogo tra realtà dell’immagine e dimensione pittorica: Luca De Angelis (parte prima)

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Il dialogo tra realtà dell’immagine e dimensione pittorica: Luca De Angelis (parte prima)
di Lorenza Lorenzon

Doppio intervento per l’artista marchigiano Luca De Angelis
Mentre il Museo Laboratorio di Città Sant’Angelo a Pescara accoglie due sue opere nella mostra The name, the nose, l’ARTcore gallery di Bari si prepara ad inaugurare Simplegadi, progetto espositivo a cura di Alberto Zanchetta. Incontriamo Luca e ci facciamo raccontare dei lavori in mostra. 


Lowers e Sopralluogo: l'incontro con Italo Calvino in The name, the nose

"Un libro che sto scrivendo parla dei cinque sensi, per dimostrare che l'uomo contemporaneo ne ha perso l'uso". Esordiva così Italo Calvino nella conferenza presso l'Istitute for the Humanities dell'Universitá di New York (1983) parlando del suo libro dedicato ai cinque sensi. Ed è dal racconto Il Nome, Il Naso – pubblicato insieme ad altri racconti nell'opera postuma Sotto il sole del giaguaro, lasciata incompiuta dallo scrittore - che muove la mostra inaugurata al Museo Laboratorio di Città Sant'angelo a Pescara e che riunisce, sotto la curatela di Raul Zamudio, più di trenta artisti internazionali. Tecniche miste e media diversi attraverso i quali si prova a riconfigurare il format espositivo enfatizzando la partecipazione interpretativa dello spettatore, qui potenzialmente più attivo, perché chiamato a giudicare se l'associazione sensoriale si combina o meno all'opera.

A esplorare la tematica dei cinque sensi, tra gli artisti – tra i quali anche Matteo Fato (Senza titolo con Nuvola, la sua box per Bcomeblog) - Luca De Angelis.



In lizza nella sezione Pittura & Grafica del Premio Celeste, Luca mi parla dei lavori in mostra:Lowers e Sopralluogo sono due opere diverse tra loro per composizione, ma entrambe volte a cercare una distanza dai soggetti ritratti. Con Lowers – continua - richiamo l’attenzione su figure che a prima vista appaiono totalmente ordinarie: questa scelta è in realtà il pretesto per cercare questa distanza e per creare un' "idea" di immagine. Privando i volti di una fisionomia ben precisa cerco di impedire la riconoscibilità dei soggetti per dare spazio ai propri sensi, perfezionandoli e mettendoli in contatto.
Credo che sia questa la vera lezione che vuole darci lo scrittore: l’olfatto è uno dei sensi che meno usiamo, e forse è il meno sviluppato proprio perché tendiamo a trascurarlo. Per entrare in contatto con il mondo e con le sue cose utilizziamo tutti gli altri sensi e lo stesso accade anche con le immagini che siamo abituati a vivere quotidianamente: ignorandole le assimiliamo e le priviamo di significato. La rappresentazione di una coppia di amanti racchiude in sé una forza narrativa che entra in stretto  contatto con il racconto di Calvino, che  narra di uomini alla ricerca della propria donna affidandosi esclusivamente  all’olfatto ed alla sua meravigliosa capacità di rievocare ricordi e immagini perdute”.

È qui che l'artista si confronta con Calvino, ed è qui che trova fondamento parte della sua ricerca, che ha come punto di partenza fotografie di carattere documentario trovate nel web, il cui incontro con la dimensione pittorica rivela nuovi punti di vista e nuove immagini, che abbandonata la loro natura narrativa ritrovano un nuovo carattere evocativo. 

Aggiunge Luca: “Credo, inoltre, che possa nascere un nuovo tipo di narrazione dall’incontro di un immaginario collettivo con quello individuale: le foto che guardiamo con meno interesse, che scartiamo o che riteniamo poco efficaci sono quelle che hanno la capacità di dare vita a nuovi significati. Quando la pittura richiama l’attenzione su questo tipo di soggetti  riesce anche a creare uno sguardo nuovo sulla realtà e quindi a svelare un diverso approccio ad essa”.



"L’opera – spiega - è un esempio tipico d’immagine che racchiude un’essenza di un vissuto che si trasforma in ricordo:  non possiamo quindi affidarci alla semplice vista per poterla decifrare, perché è come se rappresentasse un archetipo della memoria collettiva. I due personaggi non sono più riconoscibili come individui, ma si trasformano in stereotipi: è l’immagine di un uomo e di una donna che vengono considerati per le loro valenze simboliche”. 



In Sopralluogo, seconda opera in mostra, Luca rintraccia, invece, nell’atto della ricerca - atto che si affida principalmente ad un istinto primordiale - l’analogia con l’opera di Calvino. 

 
Questo lavoro – conclude - fa parte di una serie in cui ho sviluppato la figura dello speleologo, che deve fare affidamento ai propri sensi per la propria sopravvivenza. Questo soggetto ha una valenza importante, diventa espressione di uno spirito indagatore che fugge da affermazioni definitive per trovarne altre sempre nuove e diverse, creando un’apertura di significato e nuovi stimoli di riflessione. L’uomo custodisce l’attrazione per il mistero guidato da uno spirito indagatore, e la figura dello speleologo ne diventa così simbolo”.







The name, the nose
A cura di Raul Zamudio

Museo Laboratorio
Città Sant'Angelo, Italia
Fino al 6 Ottobre


(Giovedì 19, in occasione dell'inaugurazione di Simplegadi, la seconda parte con un contributo del curatore Alberto Zanchetta.)

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