L'immaginario visivo dell'artista Pasquale De Sensi sulle tracce di Ashram equinox dei Julie's Haircut

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L'immaginario visivo dell'artista Pasquale De Sensi sulle tracce di Ashram equinox dei Julie's Haircut
di Lorenza Lorenzon

Save the date: 11 ottobre. Perché a ben due anni di distanza dal precedente ep The wildlife variations, esce in Italia Ashram equinox, il nuovo disco dei Julie's Haircut, storica band emiliana capace, nella sua ventennale carriera, di evolversi continuamente, passando dal noise-pop degli esordi a sonorità più spiccatamente psichedeliche, con richiami al jazz, all'elettronica, al minimalismo. Un ritorno che marca l'ennesimo passo verso un krautrock "harmonioso" e che riflette l'interesse dei Julie's Haircut per l'uomo ed il suo rapporto con l'universo, la meditazione, la natura: lunghi brani strumentali in cui anche il cantato si trasforma, rinunciando – per la prima volta – alle parole, per dare spazio alla voce come suono, come strumento per rappresentare quella dimensione avvicinabile solo attraverso la musica pura.


Confermando ancora una volta l’oculatezza nella veste grafica dei loro album, i Julie’s Haircut affidano la realizzazione dell’artwork e del booklet del nuovo disco all’artista Pasquale De Sensi: il suono psichedelico e sognante della band emiliana incontra quindi l’immaginario simbolico dell’artista calabrese; ne derivano immagini catartiche, di carattere luminoso e vitalistico, piene di riferimenti a simboli lunari e solari, dinamiche e statiche, che alludono all’eterno ciclo cosmico di morte e rinascita. Dieci immagini diverse - 11 sul formato vinile - ottenute attraverso la tecnica del collage, tecnica storicamente legata alla grafica musicale, soprattutto a partire dall’estetica punk delle origini  - basti pensare ai lavori di Jamie Reid o di Linder Sterling (vi avevo parlato qui della retrospettiva al lei dedicata dal Musée d'Art Moderne de la Ville di Parigi)-, ma soprattutto tecnica prescelta dall’artista nella sua ricerca sulla composizione, usata per fornire all’opera un punto di riferimento oggettuale, su cui poi interviene con il segno diretto, pittorico o grafico.





In Ashram equinox – mi racconta Pasquale - l’approccio immediato e artigianale proprio del collage punk, si fonde con un immaginario di derivazione psichedelica e con un senso della composizione più studiato, ma conserva una traccia fondamentale di antagonismo nella scelta di presentare le immagini senza filtri e senza ritocchi digitali. Da un punto di vista formale, ho preferito evitare l’effetto patinato tipico della grafica HD e lasciare intatte le tracce del lavoro manuale, mentre per la scelta dei soggetti mi sono ispirato molto alle sonorità del disco, che mi hanno suggerito un’atmosfera ampia, distesa, dai colori vividi e lisergici”.





Per realizzare le otto immagini contenute nel booklet, difatti, l’artista si è lasciato guidare dalle otto tracce  dell’album e, ovviamente, dal riferimento concettuale contenuto nel titolo Ashram equinox che, come mi sottolinea Pasquale, richiama l’idea di un momento-limite che segna un punto in cui la fine coincide con l’inizio, quasi un rito di passaggio da una all’altra fase all’interno di un percorso.






Le sessioni di lavoro per la grafica di questo album si sono prolungate per circa sei mesi, in uno continuo scambio di idee, che ha fatto si che l’artista elaborasse molte più immagini di quante fossero necessarie. Da qui l’idea di riunire le opere in una mostra finale - inaugurata negli spazi della Sala Vallisneri del Museo Civico di Reggio Emilia il 22 settembre scorso, esattamente alle 20.40, ora dell'equinozio d'autunno - in concomitanza con la serata di lancio dell’album. “All’interno della Sala Vallisneri – mi scrive Pasquale - ho riunito tutti i pezzi creati per Ashram Equinox: una quarantina di lavori, circa, che comprendono sia i pezzi definitivi, sia quelli di prova, sia tutti i pezzi che, in varie fasi di scrematura, sono stati scartati per varie ragioni. Insieme ai lavori pubblicati sul disco ho esposto tutto un corollario che si potrebbe definire, in termini musicali, una raccolta di b-sides, demo e outtakes, in maniera tale da dare la possibilità, agli sguardi più attenti, di rintracciare i collegamenti fra l’una e l’altra immagine”.



E conclude: “La Sala Vallisneri è una sorta di Wunderkammer dove sono raccolte, in maniera ordinata e molto fitta, le tassidermie, tanto spettacolari quanto inquietanti, di varie collezioni zoologiche ottocentesche. L’ambiente è quindi molto diverso da quello bianco ed asettico di una galleria d’arte, dove le opere sono le uniche protagoniste. Una location del genere ha delle caratteristiche estetiche speciali che bisogna tenere in considerazione. Inoltre un Museo naturalistico ha un diverso fine d’uso e anche un diverso pubblico rispetto alle gallerie d’arte contemporanea a cui sono abituato. Questo elemento di novità mi ha permesso di sperimentare un allestimento in cui le opere e le tassidermie sono entrate in dialogo su un piano tanto formale quanto simbolico. Si è creato, all’interno delle teche dove gli animali sono conservati, un secondo livello di lettura e un contatto straniante fra la dimensione scientifica del museo e quella più puramente estetica delle immagini, che erano inserite con discrezione e a volte quasi nascoste fra una bestia e l’altra”.






Pasquale de Sensi (1983) vive e lavora a Lamezia Terme.

 Dopo gli studi accademici, condotti in varie città d’Italia, ha iniziato un percorso di ricerca che, partendo dalla tecnica del collage, indaga le dinamiche di connessione fra i simboli. Il suo lavoro si concentra soprattutto sui processi di trasformazione, deformazione e negazione della figura intesa come significante. Attraverso innesti di forme e spostamenti di contesto altera il significato e l’identità del soggetto, indicando le infinite possibilità di lettura di una immagine.
 

Vi segnalo inoltre che per tutto il mese di ottobre Ashram Equinox sarà in streaming su xl http://xl.repubblica.it/brani-musicali/streaming-del-mese-julies-haircut-ashram-equinox/6026/

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