Quando l'arte rende "l'uomo più felice"

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Quando l'arte rende "l'uomo più felice"
di Redazione

«Il più felice degli uomini, re o contadino, è colui che gioisce della pace della propria casa », Johann Wolfgang-von Goethe.

Questo il concetto sul quale insistono Ilya e Emilia Kabakov, che ricostruiscono - negli spazi dell'Hangar Bicocca e alla penombra di una sala cinematografica - la casa del più felice degli uomini: una piccola abitazione dal design russo, arredata modestamente ma completa in ogni suo aspetto. Attraverso la finestra della piccola abitazione, l'uomo più felice del mondo, come il visitatore che in lui si identifica, evade dalla quotidianità e dall'angusto spazio proiettandosi nelle immagini che scorrono sullo schermo - spezzoni di pellicole della cinematografia russa d'antan.

«Le trame dei film sono l'oppio del popolo. Viva la vita com'è!» scriveva Dziga Vertov, regista sovietico del primo novecento che apre "L'uomo con la macchina da presa", una sua pellicola del '29, con una sala cinematografica che da vuota si riempie in un attimo.

The Happiest Man, a cura di Chiara Bertola, si inserisce nell'ambito di "Opere contro il tempo", serie che intende riproporre alcune delle più importanti installazioni dei grandi artisti internazionali degli ultimi decenni. L'Opera della coppia russa era, infatti, già stata presentata nel 2000 al Jeu de Paume di Parigi ed è oggi adattata negli spazi industriali dell'Hangar Bicocca.

info@hangarbicocca.org
www.hangarbicocca.org

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