Ai Weiwei: Evidence

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Ai Weiwei: Evidence
di Redazione

Fino al 7 luglio al Martin-Gropius-Bau, Berlino, è in mostra Evidence, la più grande personale dedicata alle opere dell’artista cinese Ai Weiwei - appositamente realizzate o esposte per la prima volta in Germania; si sviluppa attraverso 18 camere per una superficie complessiva di 3.000 metri quadrati.  “Evidence"  è la parola che nel mondo anglosassone indica la prova che si discuterà in tribunale.
 
L'atrio dell'edificio tardo ottocentesco è occupato da una vasta distesa sgabelli, circa 6.000 ordinati in file strette. Semplici sedute di legno, come quelle diffuse nella Cina rurale, che Ai Weiwei, artista nato a Pechino, trasforma nell’opera dal titolo evidente: Stools(2014). Analogamente crea l'installazione Very Yao (2009-2014) costruita con 150 biciclette - il mezzo di trasporto più diffuso, della nota marca "Forever" - per commemorare la morte di Yang Jia: arrestato con l'accusa di aver rubato una bicicletta nel 2007, divenne per molti cinesi il simbolo di una giustizia governativa arbitraria. Anche Ai Weiwei, uno tra gli artisti più famosi viventi,  venne arrestato senza alcuna accusa formale e detenuto in carcere per 81 giorni. In seguito riprodusse le manette con cui venne incatenato a una sedia durante la sua prigionia utilizzando il prezioso materiale di giada (Handcuffs,2013). 





 

Ai Weiwei usa spesso materiali presi dalla tradizione cinese come, per esempio, gli antichi vasi in ceramica risalenti al periodo della dinastia Han ( 202 aC - 220 dC) che però immerge nella vernice per auto, nelle stesse tonalità attualmente in voga per le vetture di lusso tedesche a Pechino (Han Dynasty Vases with Auto Paint, 2013). 

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