National Gallery, il film.

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National Gallery, il film.
di Marianna Frattarelli

Fred Wiseman è il regista del film National Gallery, uscito a novembre 2014 e incentrato sull'omonima galleria londinese. È sì un documentario, ma non vi aspettate una guida alla scoperta dei tesori nascosti del museo come invece riassumono certi prodotti editoriali di scarso appeal nella quarta di copertina. Nessuna voce narrante, né interviste: è un viaggio attraverso le sale del museo che ospita i capolavori dell'arte occidentale, dal Medioevo al 19° secolo, comprese alcune opere d'importanti maestri italiani quali Tiziano e Raffaello.

 



La telecamera di Wiseman sfila tra il pubblico - categoria indefinita che comprende gli appassionati d'arte, gli studiosi, i bambini annoiati, gli amanti distratti - presta orecchio alle guide museali, spia il personale di sala. Ne segue lo sguardo inserendosi nelle direttrici che muovono dagli occhi dei visitatori a quelli dei soggetti dipinti e torna indietro, dalle tele verso la sala. Wiseman è riuscito ad accumulare 170 ore di girato.


 

Questo tributo a una più imprtanti istituzioni culturali britanniche - è stata fondata 1824 - arriva in realtà in un momento di crisi, cui far fronte privatizzando alcuni servizi: la sicurezza, l'accoglienza, il booking e altro. Una petizione on-line aveva raccolto oltre 35.000 firme per scongiurare una privatizzazione che - a detta della Galleria Executive - non avrebbe potuto garantire né la qualità dei servizi, né un risparmio di denaro significativo.

A febbraio, il personale sciopererà per cinque giorni, e Carlo I, ritratto in sella al cavallo, pare voglia partecipare come leader della protesta.

 

Ritratto di Carlo I a cavallo, Antoon van Dyck, 1636, National Gallery di Londra.

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