Chiara Mu, From here to eternity.

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Chiara Mu, From here to eternity.
di Marianna Frattarelli

Alle 21 arrivo in una traversa di via Flaminia, al civico 122, davanti la porta dello spazio espositivo AlbumArte. Ancora un quarto d’ora per l’appuntamento fissato e poi, sull’uscio aperto, un ricambio di persone: un gruppetto di ragazze esce, io insieme ai miei accompagnatori entriamo accolti da Chiara Mu. Scoprirò solo inseguito che la soglia appena superata non è quella che varcherò per la performance.

Chiara Mu - From Here to Eternity - AlbumArte, Roma 2015 - photo Chiara Mu

Chiara mi spiega che lo spazio in cui ci troviamo - con la pretesa del white cube ma con anima e carattere di ex-stalla, come tradiscono gli alti soffitti spioventi - si è trasformato nel tempo: a ogni ristrutturazione e a ogni cambio di destinazione d’uso è corrisposta l’apertura di un nuovo ingresso. Chiara m’invita prima a individuare e poi a oltrepassare una porta fantasma. Oltrepassare ha la valenza di passare altrove, nella sfera dell’esperienziale e dell’estetico, per accedere alla performance. A ricevermi, ora, è l’artista.

Per mio conto sarei altrimenti entrata ignorando quel luogo, come se entrando a casa di qualcuno non avessi salutato l’ospite; come se conoscendo qualcuno non ne ricordassi il nome appena pronunciato, come spesso accade durante le presentazioni. Chiara Mu mi aiuta a posare gli occhi su dettagli che parlano - schivando tecnismi, tutt’al più usando curiose analogie, come quando levandosi dal polso un braccialetto usa la catenella per spiegarmi la “finta trave in legno”. La narrazione dell’artista ha più livelli: la lettura architettonica; il tracciato biografico del luogo, intrecciato ad aneddoti, ricordi, storie personali e collettive; poi si eleva per toccare concetti astratti come lo spazio e il tempo. Senza fatica né per Chiara Mu, che espone con garbata chiarezza, né per me, sedotta e condotta nell’esplorazione di quel luogo, nel senso più autentico della parola.

Chiara Mu - From Here to Eternity - AlbumArte, Roma 2015 - photo Chiara Mu

Non soffro di vertigini, però guardando dalla scala, dove sono salita per toccare il soffitto, un certo effetto mi fa. Sono a poca distanza dalla copertura della galleria. Chiara Mu m’indica la giustapposizione di tegole originali e tegole nuove. Le coordinate spazio-tempo su cui ci stiamo muovendo per raccontare questo luogo, da sempre interdipendenti, non mi sono mai sembrate tanto relative: se l’apertura e chiusura delle porte, testimonianza di una successione temporale, si snoda correndo lungo tutto il perimetro della grande parete a destra dell’ingresso, la sovrapposizione di elementi autentici (tegole e supporti lignei) e non, sotto il tetto spiovente, indica che in quel punto tra passato e presente corre, al più, lo spazio di un interstizio.

Chiara Mu - From Here to Eternity - AlbumArte, Roma 2015 - photo Massimiliano Carboni

C’è un’espressione che l’artista utilizza per il suo intervento, laddove io parlo di esplorazione di un luogo, racconto, narrazione: radiografia emotiva. Come un’opera d’arte di cui si rintracciano le diverse sovrascritture sotto gli strati più evidenti, l’analisi radiografica di Chiara Mu vuole risale all’Io storico di quel luogo grattando sotto l’intonaco recente fino ad aprirsi verso l’esterno come quando, vestiti i panni di una rabdomante in cerca d’acqua, che leggenda vuole scorrere sotto il pavimento della galleria, si avventura fuori dalle mura dello spazio espositivo per raccogliere confidenze, chiacchiere, memorie (cita l’episodio della fucilazione durante la seconda guerra mondiale). La radiografia non è mai aderente al funzionalismo dell’architettura piuttosto lavora a un livello più sottile con le valenze simboliche degli elementi strutturali (soffitto come senso del limite; finestra come scambio con l’esterno; pavimento come diaframma di separazione con la Storia collettiva, le radici; il camino come cuore dell’edificio; scala come spazio sospeso).

Chiara Mu - From Here to Eternity - AlbumArte, Roma 2015 - photo Chiara Mu 

Ho appena lasciato l’ultima stanza dedicata all’ascolto e al commiato. La performance si è conclusa. Saluto Chiara Mu con la promessa di lasciar decantare l'esperienza. L’ho fatto, ed ecco la mia personale narrazione della performance; che è la narrazione di una relazione tra l’artista Chiara Mu e me, in uno spazio e in un tempo: From Here to Eternity.

Chiara Mu - From Here to Eternity - AlbumArte, Roma 2015 - photo Chiara Mu 

Chiara Mu - From Here to Eternity - AlbumArte, Roma 2015 - photo Chiara Mu 

Chiara Mu - From Here to Eternity - AlbumArte, Roma 2015 - photo Chiara Mu 

18 febbraio - 3 aprile 2015
Chiara Mu | From Here to Eternity, a cura di Maria Rosa Sossai 
AlbumArte  

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