Oh Dio, il tuo mare è così grande e la mia barca è così piccola

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Oh Dio, il tuo mare è così grande e la mia barca è così piccola
di Marianna Frattarelli

Vi ricordate? 
Un messaggio è sussurrato all’orecchio di una persona, che a sua volta lo trasmette a un’altra, e poi alla fine si ride perché la frase iniziale è diventata altro, si è trasformata.
Certo, è "il gioco del telefono". Un sempreverde dell'infanzia - aggiungerete con un certo distacco.
Ecco, prendete questa semplice dinamica e introducete alcune varianti - tipo che a "giocarci" sono degli artisti che interpretano il messaggio trasmesso attraverso il loro medium espressivo e a sua volta lo ritrasmettono a uno o più artisti - e otterrete un intervento di arte interdisciplinare il cui nome non tradisce le origini: Telephone.

screenshot del sito:http://telephone.satellitecollective.org/

Autori di questa variante del gioco del telefono sono i Satellite Collective, un collettivo fondato nel 2008 da compositori, coreografi, musicisti, artisti visivi, designer, poeti e scrittori provenienti da tutti gli Stati Uniti.
Si parte dalla citazione conosciuta come la preghiera del pescatore Bretone:

Oh God thy sea is so great and my boat is so small."
(”Oh Dio il tuo mare è così grande e la mia barca è così piccola.")

che ogni artista coinvolto interpreta attraverso il proprio linguaggio - pittura, video, danza, poesia, prosa, installazioni, fotagrafia, collage e altro - e trasmette a quelli successivi. L’operazione iniziata nel 2013 è approdata online ad aprile scorso sottoforma di mappatura dei vari interventi che rendono evidenti come si è evoluta la frase nella traduzione che avviene a ogni passaggio.

enshot del sito: http://telephone.satellitecollective.org/ 

La mappatura è visivamente la cosa che più colpisce, con la sua forma a spirale che si apre all’esterno rende immediatamente leggibile la portata di Telephone, che è riuscita a coinvolgere più di trecento artisti in tutto il mondo. Le diramazioni, a partire da ogni singolo contributo, ci dice che il rapporto non è 1:1 e conseguentemente lo sviluppo non è lineare. Ciascun pallino colorato – ogni colore corrisponde a un medium – è messo in relazione con quello precedente e con quelli successivi così da poter ricostruire la sequenza e monitorare la trasformazione|traduzione del messaggio iniziale. Quando il ramo è “cieco”, cioè non ha contributi successivi, la  funzione Back to start ti consente di tornare alla preghiera del pescatore e seguire un nuovo percorso oppure, cliccando su Ramdon work, si sfida la sorte che sceglie un nuovo intervento all’interno della mappa. 
Pare che l'acqua sia l'elemento ricorrente nella maggiorparte delle trasformazione|traduzione. Verificate!

Jana K Weaver, Oh Lord, Gouache on Paper 

In copertina un dettaglio dell'opera di Jana K Weaver, Oh Lord, Gouache on Paper (qui in alto), presa dal sito: http://telephone.satellitecollective.org/works/2#

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