Il Tuo Museo ovunque tu vada

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Il Tuo Museo ovunque tu vada
di Marianna Frattarelli

Avete presente quel bel paio di scarpe con un tacco direttamente proporzionale al prezzo? Avete vinto la tentazione di cliccare su "procedi con l'acquisto" e chiuso la pagina, salvo poi trovarle ovunque scorrendo la bacheca di facebook o sotto il notiziario online. È la nuova forma di pensiero ossessivo 2.0, nota come retargeting, cioè un tipo pubblicità che si rivolge agli utenti sulla base delle loro precedenti azioni su internet. Avete visitato il sito che vende materassi? Ora vi seguiranno ovunque.
A seguirmi ultimamente è un curioso omino che esibisce un taglio da gerarca nazista, in stridente pendant con i jeans corti e maglia bianca a collo alto. Il personaggio è estremamente curioso. Si tratta dell’artista canadese Jeremy Bailey. Nei suoi banner si atteggia in pose originali e ti propone The You Museum, il "primo e unico museo personalizzato che è con te ovunque tu vada."  

 the world’s first and only personalized museum that’s with you wherever you go”

 

L’esperienza personalizzata è solo un espediente. Cliccando sul link si approda a uno shop in cui Bailey ti propone diversi gadget divertenti -cuscini, shopper, tazze - dove il Famous Web Artist ammicca nella grafica reggendo, come un plinto umano, una scultura virtuale: alcune le sostiene con una mano, da altre viene schiacciato. La grandezza dell'opera e la tipologia - forme geometriche o organiche? - dipende dalle risposte che avete dato al semplice questinario somministrato sul sito di approdo, che aiuta il You Museum a individuare i gusti artistici dell'utente.



Concettualmente The You Museum, sostenuto dall'Ontario Arts Council e al Canada Council for The Arts, lavora sul confine tra arte e commercio e suggerisce come sfruttare i flussi di navigazione online per accrescere la visibilità dei musei: "I siti dei musei sono come Yahoo negli anni Novanta sono degli elenchi statici d’informazioni" afferma l'artista in un'intervista rilasciata su Digicult. Ogni clic costa 38 centesimi e l'investimento in pubblicità è ripagato grazie alle vendite di opere d’arte che la gente può comprare cliccando sui banner. 





 

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