| Long Post | Solo per caso parlo dello Stedelijk Museum

0
| Long Post | Solo per caso parlo dello Stedelijk Museum
di M.F.

Sto decidendo per Rotterdam: da seconda città dell’Olanda, negli ultimi anni è diventata quella con la più alta densità di studi d’architettura; designer e artisti sono tutti lì impegnati a riconvertire capannoni industriali, silos, doks e container dismessi nel più cool degli atelier artistici. Già ribattezzata la “Manhattan sul Maas”, è stato il The New York Times a consacrarne l’upgrade definendola con l’equazione Rotterdam:architettura=Parigi:moda (Rotterdam sta all’architettura come Parigi alla moda). Per quanto trovi inquietante la fauna dei creativi, ho definitivamente individuato la destinazione dei prossimi quattro-giorni-fuori, cui, in appendice, aggiungere una tappa ad Amsterdam: prima di riprendere l’aereo, una visita allo Stedelijk museum è un buon motivo per tornare nella capitale.

Digito Stedeljik su Google. Dal 2004 il museo sta subendo un pesante lavoro di ampliamento e ristrutturazione. Durante questo periodo, l’attività dello Stedelijk è proseguita prima spostandosi presso la sede postale della Stazione Centrale, determinando l’acquisizione della sigla CS nella denominazione museale, poi, a partire da agosto 2010 e attraverso la formula Temporary Stedelijk - edizioni T.S. 1,2,3 - l’edificio che storicamente ospita l’Istituzione ha parzialmente e, appunto, temporaneamente riaperto le porte proponendo mostre, proiezioni di film, presentazioni di libri, happening interattivi e altri eventi in stretta collaborazione con altre realtà culturali di Amsterdam.

Nonostante abbia invertito per distrazione l’ordine della i e della j, stedelijk.nl è il primo risultato a uscire. Un comunicato stampa di marzo aveva già previsto l’opening per il 23 settembre, ma la nuova veste grafica del sito lascia intendere l’imminenza del grande evento: nella versione in lingua olandese campeggia in Home page la foto della Regina, che presiederà alla cerimonia d’inaugurazione, il giorno prima dell’apertura al pubblico.

Il nuovo progetto del nuovo Stedelijk

La “vasca da bagno” così ribattezzata - non da Mels Crouwel, architetto e progettista dell’ “ampliamento” dello Stedelijk - è un volume bianco-Apple reso completamente liscio grazie all’uso di pannelli di Twaron - per intenderci il materiale con il quale si fabbrica la carena del motoscafo - per la prima volta utilizzati per una facciata architettonica. L’uso del bianco è una citazione: William Sanderberg (1897-1984), curatore prima e direttore poi dell’istituzione fino al 1964, è una personalità cui lo Stedelijk deve molto in termini d’identità museale; quando ridipinse di bianco gli interni rosso mattone dell’edificio storico, tardo ottocentesco, dotò l’architettura neo rinascimentale di ambizioni espositive finalmente moderne. Era il 1938.

Anche nell’uso della parete vetrata, che dal corpo bianco scende fino a terra, vi è un rimando al Sandbergvleugel, l’ala del museo costruita negli anni ‘50 dal già citato Sanderberg e che aveva – il passato è d’obbligo perché demolita nel 2006 - una vetrata lungo tutto il lato che costeggiava la strada: un espediente per consentire il dialogo tra interno ed esterno, e coinvolgere la città nella vita del museo. Con un’analoga funzione si svela dietro la trasparenza della nuova architettura, a livello del suolo, l’ingresso dello Stedelijk spostato sulla Museumplein, la Piazza dei Musei, sulla quale si allunga l’ombra della tettoia fortemente aggettante; la Hall farà da spartiacque tra il bookshop da una parte e il ristorante dall’altra; la scala mobile, di fronte al desk, faciliterà la circolazione dei visitatori permettendo loro di passare direttamente dalla sala espositiva, sotto il livello del suolo, alle gallerie del piano superiore direttamente collegato all'edificio storico.

Aspettando la retrospettiva di Mike Kelley, in programma per il 15 dicembre, il nuovo Stedelijk apre con “Beyond Imagination”, la prima mostra temporanea che renderà omaggio alla ricerca artistica autoctona attraverso le opere di venti artisti, non solo cittadini olandesi, attivi oggi nei Paesi Bassi e selezionati da una giuria. Nella tradizione delle Municipal Art Acquisitions, di responsabilità dello Stedelijk Museum dal 1995, il museo acquisirà nuove opere per la sua collezione.

commenti

ci sono 0 commenti per questa news

Scrivi

I commenti offensivi verranno automaticamente rimossi
Il testo del tuo
commento
Nome / nickname
Indirizzo email
( non verrà pubblicato )
Il tuo sito